Cosa è una app e in cosa si differenzia da un e-book?

Premesso che la spiegazione non è semplice, cerchiamo tuttavia di… semplificare. Vediamo anzitutto la differenza dei contenuti, anche se non sempre il confine risulta così netto e delimitato. La app, o applicazione, è un “oggetto”, tecnicamente un “software”, che consente una grande interattività da parte dell’utente, anzi la provoca.
L’e-book, che può anche essere interattivo, dovrebbe essere più dedicato alla lettura, più o meno integrata da multimedialità.Anche i mercati di vendita sono differenti. Per restare nel mondo Apple, quello cioè dell’iPad o dell’iPhone, la app si vende nell’Apple store, cioè in iTunes, l’e-book nello store dei libri, due luoghi ben separati e distinti.
L’altra grande distinzione riguarda la protezione: la app è (molto) difficilmente condivisibile con altri utenti, non può quindi essere acquistata e regalata o rivenduta ad altri. Sappiamo che nell’informatica non esistono protezioni al riparo dalla manomissione e, quindi, non scardinabili; tuttavia la app è da smanettoni esperti il violarla. Essa è quindi protetta e non può essere oggetto di pirateria.
Al contrario l’e-book è generalmente non protetto oppure, quando lo è con il sistema DRM, sgradito ai più, relativamente facile da manipolare per togliere la protezione. Può quindi essere acquistata una copia e “distribuita” gratis o a pagamento a parenti, amici, clienti.Queste le differenze sostanziali, alle quali c’è da aggiungere la diversità di contenuti.
In proposito, poniamoci qualche domanda.
Perché un autore dovrebbe scegliere l’app anziché la pubblicazione con l’e-book, nel formato standard epub? Esiste forse una preordinata, preventiva volontà di scrivere qualcosa che diventi e-book piuttosto che app o viceversa?
Probabilmente la risposta a quest’ultima domanda è un sì. Prima di concepire un’opera che divenga app, bisogna chiedersi quali obiettivi ci si prefiggono: sarà un’opera per lo studio, la formazione o soltanto di narrativa o poesia, cioè un testo scritto? Un’opera che contiene indicazioni turistiche, oltre ad una solida trama da romanzo? Un periodico con articoli che variano da un numero all’altro e, in tal caso, non proprio un libro tradizionale, ma qualcosa di più vicino ad una rivista?
Per capirlo e comportarsi di conseguenza, prima di costruire una app, o un e-book, il consiglio è di mettersi a tavolino ed esercitare la propria creatività e fantasia, per chiederci se e quanto e perché quello che abbiamo in mente possa diventare un “oggetto” molto, ma molto, interattivo. Ripeto, non è obbligatorio che lo sia, ma sarebbe anche un peccato non farcelo diventare per pura pigrizia iniziale.A questo punto, per non rischiare di creare ulteriore confusione, mi fermerei, per riprendere il discorso più avanti, in una prossima occasione.
Prima di chiudere però, vorrei ricordare che Mnamon sta realizzando le app, in particolare con i libri scolastici, eserciziari per studenti liceali o universitari. Si tratta di contenuti con domande e risposte che lo studente deve risolvere, confrontando la propria risposta con quella corretta. Un primo esempio lo si trova in iTunes, con “Esercizi Vettori”, una app da acquistare e fruire con il tablet iPad.
Abbiamo anche iniziato a sperimentare la trasformazione di alcuni libri per la vendita all’interno degli store per le app, con l’obiettivo di ampliare il mercato potenziale degli acquirenti.In conclusione, un invito agli Autori a prestare attenzione a queste innovazioni tecnologiche e ad interpellarci per scoprire insieme il modo migliore per approdare su un mercato dove è presente una vasta competizione, ma che per l’appunto presenta una vastità che altri media non sono in grado di offrire. 

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