Libro cartaceo o ebook? Giuseppe De Renzi risponde a Umberto Eco.

Il grande intellettuale, recentemente scomparso, in una delle sue bustine di Minerva, parlava di libri e di e-book. In essa esprimeva la propria posizione, nettamente favorevole ai primi. Giuseppe De Renzi, uno degli autori della prima ora pubblicati da Mnamon, era uscito con le sue opere in e-book. Contesta pertanto la posizione di Eco in un colloquio immaginario, tra lui ed il grande scrittore.

Ne esce uno scambio di battute interessante, tutto da leggere e meditare. A tratti divertente, dove spunta l’ironia del grande intellettuale.

Riceviamo da Giuseppe de Renzi e pubblichiamo

Della serie anche i grandi sbagliano…

UE: […] Ci sono due tipi di libro, quelli da consultare e quelli da leggere.

GDR: Falso: ci sono due tipi di libro: quelli che ti lasciano un segno indelebile e i libri che non ti lasciano nemmeno una briciola.

UE: I primi (il prototipo è l’elenco telefonico, ma si arriva sino ai dizionari e alle enciclopedie) occupano molto posto in casa. Son difficili da manovrare, e sono costosi. Essi potranno essere sostituiti da dischi multimediali (dalle opere digitali N.d.R.). Così si libererà spazio, in casa e nelle biblioteche pubbliche, per i libri da leggere. Questi vanno dalla Divina Commedia all’ultimo romanzo giallo.

GDR: Falso: i primi, quelli secondo Eco da “consultare”, sono i primi in ordine di tempo a poter essere digitalizzati. Ma verranno anche gli altri. Del resto, la Divina Commedia, dai “papiri” dell’epoca non fu poi “digitalizzata” a libro cartaceo?

Pro e contro

UE: I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Son fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in barca, anche là dove non ci sono spine elettriche, Anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata. Possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri. Possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno. Stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale a seconda dell’intensità e regolarità delle nostre letture. Ci ricordano (se ci appaiono troppo freschi e intonsi) che non li abbiamo ancor letti. Si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale. Provate a leggervi tutta la Divina Commedia, anche solo un’ora al giorno, su un computer, e poi mi fate sapere.

GDR: Falso: io ho un e-reader che sta nella tasca del mio cappotto, lo tengo in mano tranquillamente e anzi leggo anche camminando e andando in metropolitana. Lo “sfoglio” con un leggero tocco del polpastrello. Posso evidenziare il testo, sottolineare con il pennino, scoprire cosa vuol dire un termine. Posso scrivere una nota a “mano libera”, inclinando la testa come mi pare. In più posso contemporaneamente, se voglio, sentire della musica che mi faccia rilassare e concentrare meglio su quello che sto leggendo. La Divina Commedia, poi, provate già solo a “leggerla”, dove vi pare… In quanti l’hanno letta, sui libri?

Uno sguardo al passato e, soprattutto, al futuro

UE: Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta. Il coltello viene inventato prestissimo, la bicicletta assai tardi. Ma per tanto che i designer si diano da fare, modificando qualche particolare, l’essenza del coltello rimane sempre quella. Ci sono macchine che sostituiscono il martello, ma per certe cose sarà sempre necessario qualcosa che assomigli al primo martello mai apparso sulla crosta della terra. Potete inventare un sistema di cambi sofisticatissimo, ma la bicicletta rimane quella che è, due ruote, una sella, e i pedali. Altrimenti si chiama motorino ed è un’altra faccenda.

GDR: Vero: ma l’e-book non è “un’altra” faccenda! Un e-book E’ UN LIBRO!

UE: L’umanità è andata avanti per secoli leggendo e scrivendo prima su pietre, poi su tavolette, poi su rotoli, ma era una fatica improba. Quando ha scoperto che si potevano rilegare tra loro dei fogli, anche se ancora manoscritti, ha dato un sospiro di sollievo. E non potrà mai più rinunciare a questo strumento meraviglioso. La forma-libro è determinata dalla nostra anatomia.

GDR: Falso: la forma libro è nella mente, e vuol dire che c’è qualcuno che vuole comunicare e tramandare qualcosa a tutti gli altri. Dante, per rimanere nell’esempio di Umberto Eco, non aveva in testa “il libro”, quando ha scritto la Divina Commedia. Dante aveva in testa la Divina Commedia!

(1) Brani scelti: UMBERTO ECO, La bustina di Minerva, Milano, Bompiani, 2000, in Libri e Biblioteche – Pagine scelte e presentate da Luciano Canfora, Palermo, Sellerio 2002, pp. 110-111.

(2) L’articolo è uscito nel 2012. Oggi l’approccio la quesito “Libro cartaceo o e-book?” è decisamnete cambiato. I due formati infatti non sono più visti in una competizione dove uno vince sull’altro. Piuttosto vengono giudicati compresenti, tali da soddisfare diverse modalità di lettura, che non si escludono. Lo attestano i tantissimi libri che vengono ormai pubblicati in e-book. Si veda anche solo il nostro catalogo.

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