Il piacere di scrivere

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Gli anni dal 1977 al 1990 negli interventi polemici e provocatori di un giovane articolista del VCO

Descrizione

In Quaglia è bello leggere ancora attraverso la rabbia e l”’odio” – parola cui, non a caso, ricorre spesso, soprattutto nei suoi primi articoli ma solo parzialmente attenuata nei più recenti -, il costante bisogno di denuncia. Bisogno che lo ha portato a polemizzare anche in toni assai duri con coloro nei quali identificava i “nemici” del vero progresso civile del Paese: la borghesia in generale, gli evasori fiscali, le caste (articoli sui dentisti e sui medici del S. Biagio), così come si andavano delineando in quegli anni di restaurazione dopo lo scampato pericolo post-sessantottino; alcuni aspetti deleteri del nostro provincialismo o lampanti contraddizioni rispetto al perbenismo di facciata (vedi “Le vere volpi”, sui rosminiani).
Ma le polemiche non risparmiavano neanche chi, apparentemente dall’altra parte, prendeva la difesa di quel mondo fasullo o comunque si schierava a favore dell’establishment, per sfumare tutte le rabbie dei più sfortunati nel comune abbraccio nazionale del “volemose bene” e lasciamo le cose come stanno (la politica compiacente delle forze di sinistra e gli atteggiamenti di alcuni suoi dirigenti). La perdita dei valori più profondi, anche quello religioso, è legata – secondo l’autore – allo sfacciato predominio del consumismo più acritico. E se per molti di noi sembra ormai vacuo esercizio retorico lo scrivere certe cose, lui non si stanca di ripeterle.
(Dalla prefazione di Gianni Reami)

La copertina è dell’autore

Formato: epub ( 385 Kb). Pagine: 170

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