facebook al tuo servizio

Come usare facebook per promuovere il libro che hai scritto

Come promuovere un libro su Facebook?

Le attività promozionali si suddividono in due principali categorie:

  • online: mare magnum di Internet o email marketing (newsletter)
  • offline o tradizionali, dei tempi quando non esisteva internet ma che funzionano anche adesso: presentazioni, recensioni, pubblicità su stampa, premi letterari, eccetera.

Se parliamo di online dobbiamo coinvolgere facebook, il social network più diffuso al mondo

Quali le regole per usarlo al meglio? In questo articolo vediamo le più semplici e basilari.

Mi piace ed altre faccine

Se è vero che facebook è sugli schermi e nelle case di ciascuno di noi, è altrettanto evidente che i nostri post non raggiugono tutti gli iscritti.

È come allo stadio. Siamo in centomila ma possiamo farci ascoltare solo da una ventina di nostri vicini di posto.

Possiamo avere centinaia di amici, ma i nostri post ne raggiungono al massimo una ventina. Facebook non li recapita a tutti. E meno male, altrimenti saremmo intasati da migliaia di post quotidiani.

A parte la pubblicità a pagamento, della quale per ora non parliamo, possiamo tuttavia rendere più popolari gli altrui ed i nostri post.

manina pollice su freccia che esce da quadrato due fumetti sovrapposti

Mi piace, condividi e commenta sono i tre gradi di approvazione (disapprovazione) che consentono di diffondere i post.

Il mi piace è il meno importante, il condividere diffonde di più la notizia. Il commentare piace molto a facebook che, di conseguenza, dà una mano a propagare ulteriormente la voce.

Facciamo un esempio di come promuovere un libro su Facebook.

Volendo far sapere agli altri che abbiamo pubblicato un libro, creiamo il post, parlandone diffusamente e mettendoci la copertina (parleremo più avanti delle immagini e dei video). Invitiamo anche gli amici a mettere un bel pollice all’insù e postiamo (se avete dubbi, legittimi, sulla corretezza del verbo postare, leggetevi questo articolo dell’Accademia della crusca.

Ebbene, il vostro post raggiungerà al massimo una ventina di amici, anche se ne potete vantare migliaia. Perché? Ma perché Faceboook ama il denaro e sottitntende:

Se vuoi raggiungere i tuoi amici e, in più, altri che potrebbero essere interessati al tuo post, fai una bella pubblicità e noi lo diffondiamo a decine di migliaia di potenziali lettori.

Fare la pubblicità, ne riparleremo, non è così semplice, ci vuole una certa esperienza nel marketing. Mnamon offre questo servizio.

Tuttavia, se partono le condivisioni e, meglio, i commenti, allora ecco che il post si diffonde e diventa virale, in quanto funziona come una catena di Sant’Antonio.

Di conseguenza, se un post vi sta particolarmente a cuore, chiedete la condivisione, oltre al mi piace.

Se scoprite che qualcuno sta parlando del vostro libro su facebook. Affrettatevi a commentare il suo post e a condividerlo. Con poca fatica raggiungerete le centinaia e, se tutto funziona, le migliaia di facebookiani (questo termine l’ho trovato per la prima volta nella poesia FACEBOOKIANA di Giuseppe Possa, ma ancora la citata Accademia lo legittima.

I video

Il Web è terreno di guerra. Non mi riferisco a quella in corso fra gli stati, che comporta importanti guasti e numerose vittime a causa di intrusioni e hackeraggi. Piuttosto, siamo di fronte alla normalissima guerra industriale fra concorrenti.

Da un lato Google, incontrastato re del web prima dell’avvento di Facebook. Dall’altra quest’ultimo.

Google, avendo acquisito YouTube, era anche re del video online. Facebook prima o poi doveva confrontarsi con la questione delle immagini in movimento, i video per l’appunto. L’ha fatto e questo sta creando molti fastidi a YouTube.

Ma lasciamo da parte i ferri corti che ci sono tra Google e Facebook per comprendere che cosa è il video in Facebook.

Lo possiamo caricare normalmente, da desktop o dal nostro smart phone o dal tablet. Possiamo trasmettere in diretta. Possiamo anche rielaborare il video, migliorando eventuali imperfezioni. Alla fine il video sarà online e tutti potranno vederlo.

Non preoccupiamoci per il momento delle statistiche di visione, vale a dire quanti hanno visto il video e per quanto tempo. Facebook all’inizio ha mescolato furbescamente le carte e poteva capitarvi di riscontrare dati stratosferici: non erano corretti. Ora anche Facebook si è adeguata ed otteniamo dei feedback più veritieri.

Una risorsa da non sottovalutare

Comunque sia, il video rimane la grande risorsa e i vostri post avranno più successo se conterranno immagini in movimento. Gli amici le guarderanno volentieri e si soffermeranno di più sul post. Questo piace molto a Facebook, che d’ufficio renderà il vostro profilo meritevole di essere diffuso tra i naviganti.

Tornando all’esempio iniziale, se avete scritto un libro e desiderate promuoverlo, create un video trailer. Breve ma di qualità, che spieghi il libro e lo renda appetibile. Sui trailer leggetevi questo articolo. Se poi volete realizzarli, Mnamon può aiutarvi, come dimostra la playlist del nostro canale Youtube.

L’utilizzo di filmati è molto importante sul web e non va trascurato se ci domandiamo come promuovere un libro su Facebook. Il costo di un buon book-trailer non è proibitivo, come abbiamo scritto nel citato articolo.

I risultati

Ogni tanto è bene guardare come vanno le condivisioni, i mi piace, le amicizie. Il controllo dei risultati è imprescindibile nell’uso di Facebook per la promozione.

Tuttavia ad oggi non è possibile ottenere direttamente sul nostro profilo le statistiche. Facebook infatti riserva questa possibilità solo alle pagine fan, vale a dire le pagine aziendali o specifiche di prodotto. Vi sono rumor che Facebook stia rivedendo questa politica e decida di far conoscere le statistiche anche per i profili personali. Ad oggi, ripeto, ciò non avviene.

Esistono degli strumenti, gatis o a pagamento, che consentono di scavalcare questa limitazione. Il più consigliato è WolframAlpha, che ha il pregio di essere gratis ed il difetto di dare fin troppe notizie, tra le quali non è sempre facile districarsi.

screenshot insight facebookIn alternativa, ciascuno può aprire la sua pagina fan specificamente dedicata al libro che ha pubblicato. Utilizzerà poi questa pagina per i post. Potrà così ottennere le statistiche entrando nel servizio Insight.

Anche queste non sono facili da leggere per chi non è avvezzo agli argomenti del web-marketing. Tuttavia, dopo un po’ di pratica, ci si può orientare e trarre quei dati, pochi, che giudichiamo più significativi.

L’ideale sarebbe, con questi dati, impostare un tableau de bord, da compilare periodicamente.

Un semplice esempio

Amicizie MiPiace Condivisioni Commenti
settimana dal al
settimana dal al
ecc.

Lo stesso sguardo sinottico bisogna posare sui dati relativi ai singoli post, in modo da controllare quali sono quelli che ottengono i migliori risultati e, di conseguenza, individuarne le caratteristiche, da tenere presenti nei futuri che pubblicheremo.

Si tratta di un compito che richiede un po’ di tempo, ma è indispensabile se vogliamo che la nostra presenza su Facebook si imponga e rimanga impressa.

Se desideriamo promuovere la nostra opera, questo controllo diviene irrinunciabile.

Il monitoraggio richiede un certo impegno, in termini di tempo e di continuità. Se questo manca, puoi rivolgerti a chi offre questi servizi e che può fornirti i dati di cui necessiti e suggerirti come avvalertene per migliorare la tua presenza social.

Connessione mondiale

Ad oggi (dato 2016) sono circa 1,5 miliardi nel mondo, 28 milioni in Italia. Questi ultimi sono equamente suddivisi per fasce d’età. Anzi, i giovanissimi lo frequentano meno dei più agé. Sembra che, per paura che i genitori vadano a curiosare, prediligano altri social meno pubblici.

Numeri da capogiro. È come il telefono: tutti possono chiamare tutti. In Facebook lo possono fare gratis e con tante possibilità in più.

Infatti: si può chattare, si scambiano fotografie, si postano opinioni e le si commentano, si vedono i video, si guardano dirette streaming, si ricevono messaggi pubblicitari che, ogni tanto, stuzzicano il nostro interesse e colmano bisogni.

Dire a cosa serve facebook è pertanto arduo. A moltissime cose, non c’è limite. È un mondo spalancato.

Ovviamente serve anche a far guadagnare un fottio di soldi a Zuckerberg, destinato a diventare uno degli uomini più ricchi del pianeta. Ma questo è un altro discorso.

Fatta questa premessa possiamo dedicarci ai nostri particolari interessi.

Dobbiamo lanciare un libro? Fare pubblicità? Farlo conoscere perché lo trovino interessante e lo acquistino?

C’è Facebook, ma bisogna seguire quelle regole che abbiamo appena visto.

Perché Facebook?

Abbiamo detto della dffusione del social, superiore a qualsiasi altro. Non tutti sono su facebook, magari sono da qualche altra parte, tipo twitter o google+. Tuttavia Facebook li batte di gran lunga e, se non volete disperdervi a rincorrere tutti i social nati e futuri, Facebook basta e avanza. È necessario e sufficiente.

Da usare non solo per scambiarsi commenti e foto, ma per promuovere la propria attività e, soprattutto, le proprie opere.

Non date retta alla sirene contrarie, un po’ snob, che su Facebook “io no” “ci vuole tropppo tempo” “si scrivono baggianate” “non voglio mettere in piazza i fatti miei”. Tutte osservazioni che hanno un pizzico di verità. Ma se dovete promuovervi, passate oltre e usatelo.

tabellone pubblicitario con manina facebook

La pubblicità

La diffusione dei post può essere aumentata grazie alla pubblicità.

Abbiamo detto che i post che pubblicate raggiungono un numero risibile dei vostri contatti/amici. Potete avere migliaia di amici ma saranno al massimo decine qelli che vengono raggiunti dal vostro messaggio.

A meno che non paghiate per diffonderlo. Facebook ovviamente punta a solleticare la vostra ambizione e a sollecitare le vostre finanze a vantaggio delle proprie.

Fortunatamente per noi e anche per Facebook, è tale la diffusione del social che è sufficiente che pochi punti percentuali di utenti optino ogni giorno per fare pubblicità, che le loro casse si gonfiano. Per questo le tariffe sono mantenute relativamente basse e con pochi € si possono raggiungere migliaia di persone.

Si tenga anche presente che vige la formula del pay per click, vale a dire che pagate solo quando un utente clicca sul vostro messaggio-annuncio. Evito in questo articolo di addentrarmi sui meccanismi e le modalità di promozione pubblicitaria: ci vorrebbero pagine su pagine e alla fine si sarebbe fatta solo confusione. Ciascuno per le sue esigenze, se vuole, può informarsi nelle pagine di aiuto di Facebook.

Una cosa però va evidenziata.

La pubblicità è meglio mirarla: si risparmia e si concentra il tiro.

Ancora alcuni esempi

Mettere un tabellone pubblicitario nella piazza di maggior transito della città può servire se si vogliono colpire tutti i suoi cittadini. Se tuttavia desideriamo promuovere, per esempio, lo zainetto per i libri degli scolari, sarà meno costoso e più efficace porre la pubblicità su un cartello prospiciente alla scuola, dove studenti e genitori lo vedranno più facilmente.

Facebook, che sa tutto di noi, anche quello che noi stessi non sappiamo, per esempio se preferiamo la vacanza sui monti o in crociera, conosce i nostri gusti e offre questa  conoscenza a chi fa promozioe.

Pertanto, se abbiamo scritto un libro sui migliori appostament per catturare l’anatra selvatica, potremo inviarlo ai soli cacciatori e agli agricoltori e agli animalisti, forse agli animalisti è meglio di no. Che fare? Semplice: nella pagina dove si crea l’inserzione è sufficiente scegliere il target e ci pensa Facebook.

Se non volete o non avete tempo per approfondire questi argomenti, Mnamon l’ha già fatto per voi e quotidianamente inserisce inserzioni pubblicitarie per i gli autori. Scriveteci e vi proporremo la promozione su misura delle vostre opere, adatta a voi ed ai vostri obiettivi.

In conclusione, per cosa dobbiamo usare Facebook?

Facebook è ad oggi il più diffuso social network al mondo, anche in Italia. Consente di raggiungere moltissime persone, a patto di creare validi ed accattivanti messaggi. Ha i suoi limiti: i post, sovrapponendosi, scompaiono e diviene laborioso recuperarli; volendo promuovere la propria attività, per esempio il libro che abbiamo scritto, dobbiamo essere periodicamente presenti, senza vuoti troppo prolungati; le persone che si raggiungono non sono molte, per allargare l’audience bisogna investire in pubblicità.

Intendiamoci, alcuni difetti sono comuni ad altri social. Per superarli è indicato avere un proprio sito dove lasciare le notizie e dove chi lo desidera può andare  a reperirle in ogni momento.

Mnamon ha creato la community degli autori, BukBook, aperta a tutti gli autori, non solo a quelli di Mnamon.

Per ottenere i migliori risultati è possibile affidarsi a chi sa usare il media in maniera professionale e corretta, ma ciascuno può industriarsi ed arrangiarsi per costruire la propria presenza e mettere in evidenza la propria identità.

Concludo con la poesia di Giuseppe Possa, dedicata al social, emblematica e riassuntiva di questa chiacchierata.

Se poi avete dubbi, scrivete e risponderemo.

 

Pin It on Pinterest

Share This