Giorgio da Valeggia

Nasce a Crevoladossola (VB) nel 1945 e prende il cognome Sartoretti dalla madre (del padre, un ufficiale tedesco di stanza in Ossola in quel periodo, non si conoscerà mai il nome).
Terminate le elementari, per necessità di sussistenza, viene subito avviato al lavoro come decoratore.
A 17 anni, nell’entusiasmo e nel candore giovanile, s’innamora di una ragazza e la sposa.
A 26 anni nasce l’ultimo figlio: il sesto; e tutta la sua vita, fino ai quarant’anni, sarà segnata dal marchio del lavoro e dalle responsabilità per mantenere la numerosa prole: tuttavia sono anni d’affascinanti gioie familiari.

Sul finire degli anni Settanta apre, con i figli più grandicelli, un negozio di colori, cornici e altri articoli d’arte. Questa nuova attività gli permette di entrare in contatto con i pittori locali; con alcuni di loro fonda il GAO (Gruppo Artisti Ossolano), assumendo la carica di segretario.
In questo periodo, seguendo il risveglio delle sue giovanili passioni, frequenta un corso di disegno e pittura del più noto artista locale: Carlo Bossone, un valente paesaggista. Successivamente, si avvale dell’insegnamento del maestro, divenuto poi amico, Rino Stringara, anche lui pittore figurativo.

La decisione è ormai presa: d’ora innanzi farà solo il pittore.
Così, a metà degli anni Ottanta, si allontana dalla famiglia e ristruttura una baita in una frazione disabitata di Montescheno: Valeggia, in Val d’Ossola, dove, anche in seguito ai suoi curiosi slanci mistico-spirituali, decide di trasferirsi definitivamente, abbandonando la città per vivere in un insolito eremitaggio.
S’immerge in un periodo d’intensa e valida produzione artistica, che diventa poi oggetto di una personale nel maggio del 1994, nella sua abitazione e che ottiene un enorme successo di stampa e di pubblico.

In quella mitica esposizione Giorgio incontra Laura, la sua nuova compagna; è lei, nel prosieguo degli anni, a diventare la sua guida, la sua musa ispiratrice che molto l’ha aiutato a crescere culturalmente e a intraprendere una nuova ricerca artistica e, in seguito, anche una letteraria.

glifi

Giorgio da Valeggia was born in Crevoladossola (Piedmont) on 4th April 1945, taking his mother’s name of Sartoretti (nothing is known of his father’s name, a German Officer stationed in Ossola at that time).
After primary school, Giorgio was sent straight out to work as a decorator.

At the age of 17, in the midst of youthful enthusiasm, he fell in love and married.
At the age of 26 the last son, his sixth, was born. Up until the age of forty his whole life would be dedicated to work and the responsibility of caring for his large, but loving family.
At the end of the 1970s, together with his oldest children, he opened a shop selling paints, picture frames, and other artistic supplies. It was through this new commercial venture that the he came into contact with the artists of the area and together with some of them, he founded the GAO (Gruppo Artisti Ossolano – Ossola Artists’ Group), taking on the role of Secretary.
Having rediscovered his early passion for art, he attended a course of drawing and painting with the most famous of the local artists: Carlo Bossone, a talented painter of landscapes. Soon after, he began a period of study under another master of landscapes, Rino Stringara, who would also become a friend. By now he had decided the course of his future life: he would dedicate himself to painting. In the middle of the 1980s he moved away from the family and restored a chalet in an abandoned hamlet of Montescheno: da Valeggia, in the Val d’Ossola, where, as a result of his spiritual visions, he decided to live on a permanent basis, leaving behind the city for the unusual life of a hermit.

Da Valeggia immersed himself in a period of intense and active artistic production. This gave rise to a unprecedented exhibition in May 1994, which took place in his home and garnered an enormous amount of press and public interest.
It was during this famous exhibition that da Valeggia met Laura, who was to become his new partner. It was she who, with the passing of the years, was to become his guide and his muse, greatly helping him to expand his cultural horizons and follow a new path of both artistic and literary research.

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Nasce a Crevoladossola (VB) nel 1945 e prende il cognome Sartoretti dalla madre (del padre, un ufficiale tedesco di stanza in Ossola in quel periodo, non si conoscerà mai il nome).
Terminate le elementari, per necessità di sussistenza, viene subito avviato al lavoro come decoratore.
A 17 anni, nell’entusiasmo e nel candore giovanile, s’innamora di una ragazza e la sposa.
A 26 anni nasce l’ultimo figlio: il sesto; e tutta la sua vita, fino ai quarant’anni, sarà segnata dal marchio del lavoro e dalle responsabilità per mantenere la numerosa prole: tuttavia sono anni d’affascinanti gioie familiari.

Sul finire degli anni Settanta apre, con i figli più grandicelli, un negozio di colori, cornici e altri articoli d’arte. Questa nuova attività gli permette di entrare in contatto con i pittori locali; con alcuni di loro fonda il GAO (Gruppo Artisti Ossolano), assumendo la carica di segretario.
In questo periodo, seguendo il risveglio delle sue giovanili passioni, frequenta un corso di disegno e pittura del più noto artista locale: Carlo Bossone, un valente paesaggista. Successivamente, si avvale dell’insegnamento del maestro, divenuto poi amico, Rino Stringara, anche lui pittore figurativo.

La decisione è ormai presa: d’ora innanzi farà solo il pittore.
Così, a metà degli anni Ottanta, si allontana dalla famiglia e ristruttura una baita in una frazione disabitata di Montescheno: Valeggia, in Val d’Ossola, dove, anche in seguito ai suoi curiosi slanci mistico-spirituali, decide di trasferirsi definitivamente, abbandonando la città per vivere in un insolito eremitaggio.
S’immerge in un periodo d’intensa e valida produzione artistica, che diventa poi oggetto di una personale nel maggio del 1994, nella sua abitazione e che ottiene un enorme successo di stampa e di pubblico.

In quella mitica esposizione Giorgio incontra Laura, la sua nuova compagna; è lei, nel prosieguo degli anni, a diventare la sua guida, la sua musa ispiratrice che molto l’ha aiutato a crescere culturalmente e a intraprendere una nuova ricerca artistica e, in seguito, anche una letteraria.

glifi

Giorgio da Valeggia was born in Crevoladossola (Piedmont) on 4th April 1945, taking his mother’s name of Sartoretti (nothing is known of his father’s name, a German Officer stationed in Ossola at that time).
After primary school, Giorgio was sent straight out to work as a decorator.

At the age of 17, in the midst of youthful enthusiasm, he fell in love and married.
At the age of 26 the last son, his sixth, was born. Up until the age of forty his whole life would be dedicated to work and the responsibility of caring for his large, but loving family.
At the end of the 1970s, together with his oldest children, he opened a shop selling paints, picture frames, and other artistic supplies. It was through this new commercial venture that the he came into contact with the artists of the area and together with some of them, he founded the GAO (Gruppo Artisti Ossolano – Ossola Artists’ Group), taking on the role of Secretary.
Having rediscovered his early passion for art, he attended a course of drawing and painting with the most famous of the local artists: Carlo Bossone, a talented painter of landscapes. Soon after, he began a period of study under another master of landscapes, Rino Stringara, who would also become a friend. By now he had decided the course of his future life: he would dedicate himself to painting. In the middle of the 1980s he moved away from the family and restored a chalet in an abandoned hamlet of Montescheno: da Valeggia, in the Val d’Ossola, where, as a result of his spiritual visions, he decided to live on a permanent basis, leaving behind the city for the unusual life of a hermit.

Da Valeggia immersed himself in a period of intense and active artistic production. This gave rise to a unprecedented exhibition in May 1994, which took place in his home and garnered an enormous amount of press and public interest.
It was during this famous exhibition that da Valeggia met Laura, who was to become his new partner. It was she who, with the passing of the years, was to become his guide and his muse, greatly helping him to expand his cultural horizons and follow a new path of both artistic and literary research.

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