Laura Adriani

Nata ad Assisi, vivo a Foligno, ho una passione per l’arte della danza oltre che, in modo diverso, naturalmente, per la scrittura. Ho vissuto la mia infanzia, seppur da bambina un po’ introversa, in modo placido e sereno. Ricordo che amavo la natura …come “luogo” contemplativo e di rifugio. Nel proseguire degli anni ho amato la lettura e le sue ricchezze. Ho iniziato a scrivere con passione ed in modo molto personale aiutata da felici coincidenze nel mio cammino. Una di queste fu quando mi trovai a leggere ed innamorarmi delle liriche di un libro di poesie trovato tra i libri nella casa dei miei nonni materni. Amavo la magica forma in cui si dispiegavano le parole di quel tipo di scrittura, la Poesia…; mi sentivo privilegiata ad averla incontrata in quel modo naturale, anche casuale, ma sotto la stella di una speciale attrazione. Non faticai ad immergermi intimamente nella lettura e a riconoscermi dentro alcune poesie. Nel tempo più recente ho partecipato, anche scrivendo delle composizioni-poesie, all’azione di sensibilizzazione e coinvolgimento di un’Associazione Culturale, della città di Perugia, (nata con l’intento di operare nell’ambito dell’integrazione sociale, attraverso arte e cultura). Ho sempre scritto molto in block notes e quaderni, per me la scrittura era spesso un modo per scatenare euforia di vivere, o rabbia, all’interno di un’intensa atmosfera interiore e in “modalità” silenziosa. Successivamente ho iniziato ad esprimermi nella formula di diario poetico giornaliero. Ho partecipato a diversi concorsi letterari, da tre dei quali ho conseguito dei riconoscimenti, tra i quali un secondo premio per un racconto nato da appunti di un taccuino da viaggio, e sviluppato molto lentamente. Ho collaborato alla pagina socioculturale di un settimanale di informazione locale della mia citta, cercando di lasciare comunque negli articoli una mia particolare impronta .  A volte con le mie poesie vado a sublimare un dolore o esprimere… sentire  la mia vicinanza a “gli altri” , quasi come a creare una sorta di immaginario mondo alternativo, “più delicato, più sincero e struggente, più libero”.

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Nata ad Assisi, vivo a Foligno, ho una passione per l’arte della danza oltre che, in modo diverso, naturalmente, per la scrittura. Ho vissuto la mia infanzia, seppur da bambina un po’ introversa, in modo placido e sereno. Ricordo che amavo la natura …come “luogo” contemplativo e di rifugio. Nel proseguire degli anni ho amato la lettura e le sue ricchezze. Ho iniziato a scrivere con passione ed in modo molto personale aiutata da felici coincidenze nel mio cammino. Una di queste fu quando mi trovai a leggere ed innamorarmi delle liriche di un libro di poesie trovato tra i libri nella casa dei miei nonni materni. Amavo la magica forma in cui si dispiegavano le parole di quel tipo di scrittura, la Poesia…; mi sentivo privilegiata ad averla incontrata in quel modo naturale, anche casuale, ma sotto la stella di una speciale attrazione. Non faticai ad immergermi intimamente nella lettura e a riconoscermi dentro alcune poesie. Nel tempo più recente ho partecipato, anche scrivendo delle composizioni-poesie, all’azione di sensibilizzazione e coinvolgimento di un’Associazione Culturale, della città di Perugia, (nata con l’intento di operare nell’ambito dell’integrazione sociale, attraverso arte e cultura). Ho sempre scritto molto in block notes e quaderni, per me la scrittura era spesso un modo per scatenare euforia di vivere, o rabbia, all’interno di un’intensa atmosfera interiore e in “modalità” silenziosa. Successivamente ho iniziato ad esprimermi nella formula di diario poetico giornaliero. Ho partecipato a diversi concorsi letterari, da tre dei quali ho conseguito dei riconoscimenti, tra i quali un secondo premio per un racconto nato da appunti di un taccuino da viaggio, e sviluppato molto lentamente. Ho collaborato alla pagina socioculturale di un settimanale di informazione locale della mia citta, cercando di lasciare comunque negli articoli una mia particolare impronta .  A volte con le mie poesie vado a sublimare un dolore o esprimere… sentire  la mia vicinanza a “gli altri” , quasi come a creare una sorta di immaginario mondo alternativo, “più delicato, più sincero e struggente, più libero”.

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