Kamastra, una finestra sui Balcani
È stata così definita dallo scrittore albanese Dritëro Agolli che il 16 novembre del 1996 firmava il suo pezzo augurale pubblicato nella pagina 4 del primo numero del periodico, fondato da Fernanda Pugliese, giornalista di origini arbëreshe, allo scopo di dare voce alle popolazioni albanofone del Molise, valorizzare la lingua, la cultura e le tradizioni e tessere una «più fitta rete di rapporti con gli albanesi d’Italia e d’Albania».
Storia, cultura, tradizioni, attualità, sono stati gli argomenti trattati e pubblicati nelle pagine patinate ed eleganti. Partecipando a tutti i dibattiti e alle iniziative che hanno movimentato l’approvazione della Legge 482 del 1999, Kamastra, dopo due anni dalla sua fondazione, ha realizzato la pregevole esperienza di un periodico trilingue, ospitando nelle sue pagine i fermenti che hanno caratterizzato la cultura croato-molisana.
Kamastra-Komoštre è infatti la catena del focolare, composta da centri concentrici che alludono al focolare, alla famiglia e alla catena che li lega in un vincolo indissolubile. Dunque un titolo che richiamando valori e vincoli ha sostenuto e valorizzato un patrimonio linguistico ricco e interessante.
Dopo un’esperienza quadriennale nella veste tipografica bifronte, la pubblicazione di Kamastra è andata avanti con la periodicità bimestrale fino al 2008.
I numeri pubblicati sono stati dal 1996 al 2008 (12 anni) 72, con una tiratura di 3000 copie per ogni numero e per un totale di 216.000 copie tutte distribuite e inviate con tariffa postale in Italia e all’estero. Uno sforzo editoriale molto forte dal punto di vista economico oggigiorno insostenibile.
Dal 2009 la Rivista si occupa in maniera prioritaria della cultura arbëreshe. È pubblicata on line con periodicità annuale, si compone di 100 pagine e dal sito www.rivistakamastra.com è scaricabile gratuitamente.