Scrivere e pubblicare un libro

Prima parte - Chi scrive e perché?

Pubblicare il libro che hai scritto è la più grossa soddisfazione ed il premio più importante nella tua carriera di scrittore, qualsiasi sia, alla fine, il punto di arrivo.

E tu, mi rivolgo allo scrittore “emergente”, perché scrivi?
Così rispondono alcuni degli scrittori più famosi alla domanda

Perché scrivi?

Gianrico Carofiglio

Gianrico Carofiglio

Magistrato, è scrittore e politico.

Sottolinea lo scopo educativo che possono ricoprire i libri attraverso la penna dei loro autori.

Gli scrittori devono scrivere libri non per autocompiacersi, ma per dare un contributo alla società

James Joyce

James Joyce

La cosa importante non è cosa si scrive, ma come lo si scrive e che lo scrittore moderno deve essere prima di tutto un avventuriero.

deve voler correre ogni rischio ed essere preparato ad affondare nei suoi sforzi

Andrea Camilleri

Andrea Camilleri

L’autore del Commissario Montalbano scrive perché

è sempre meglio che scaricare casse al mercato centrale.
non so fare altro.
posso dedicare i libri ai miei nipoti.
così mi ricordo di tutte le persone che ho amato.
mi piace raccontarmi storie.
mi piace raccontare storie.
alla fine posso prendermi la mia birra.
per restituire qualcosa di tutto quello che ho letto.

Ken Follett

Ken Follett

descrive in profondità la sua passione per la scrittura

La mattina, la prima cosa che penso è di scrivere la prossima scena del mio libro. È quello che mi diverte di più.
È fantastico dedicarsi a qualcosa che uno sa di fare bene.
Mi diverto scrivendo, ma “divertirsi” è una parola che non dà del tutto l’idea.
L’atto di scrivere mi appassiona. Coinvolge tutto il mio intelletto, le mie emozioni e comprende tutto quello che so del mondo e di come funziona l’essere umano.
Tutto fa parte della sfida per accattivare i miei lettori. Il mio lavoro mi assorbe totalmente.

Grazia Deledda

Grazia Deledda

L’autrice di Canne al vento, Premio Nobel per la letteratura, è dissuasiva nei confronti di  chi vuole scrivere.

Se vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta sconsigliatelo fermamente.
Se continua minacciatelo di diseredarlo.
Oltre queste prove, se resiste, cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso dagli altri.

 

Charles Bukowski

Charles Bukowski

Ha dedicato una poesia al desiderio di essere scrittori E così vuoi diventare uno scrittore (So You Want To Be A Writer), nella quale elenca i motivi per non darsi alla scrittura e conclude

Quando è davvero il tempo (di scrivere),
e sei stato scelto,
succederà da sé e continuerà
fino a che tu non muoia
o fino a che non ti faccia morire.

Su YouTube ci sono diverse letture della poesia: ne ho scelta una.

Alcuni dati statistici sulla diffusione del libri in Italia

Non è banale, per chi vuole pubblicare il suo libro, farsi un’idea sul mercato del libro.

Se è vero che lo scrittore emergente scrive per soddisfare una necessità fondamentale che tutti gli esseri umani hanno: quella di affermare la propria presenza nel mondo fisico.

È tuttavia obiettivo riconoscere che pubblicarsi significa vedere uno sforzo che giunge a un traguardo.
Vendere diviene una conseguenza in quanto è raro che uno scrittore non ritenga di aver prodotto un’opera per lo meno eccellente. Guadagnare non è come vendere: si possono vendere anche mille copie e vedere un’entrata di poche centinaia di €, non tali cioè da giustificare il tempo dedicato, lo sforzo di fantasia.

Insomma, essere conosciuti come autori, cioè essere citati o comparire nei motori di ricerca, non è impresa facile e i numeri che seguono, ad interpretarli correttamente, la dicono lunga.

Titoli in commercio

oltre 1 milione

E-book in commercio

oltre 300 mila

Case editrici attive

4600
1.000 pubblicano tra 10 e 60 titoli all’anno (tra queste c’è anche mnamon)

Titoli pubblicati ogni anno

700.000
52.000 titoli e-book (+ 21% 2015 su 2014)

Numero di lettori

24 milioni in Italia, ca. il 47% della popolazione

 

Lettori forti

Leggono 1 libro al mese: 5 milioni

Le statistiche sono tratte dai rapporti Istat e AIE (Associazione Italiana Editori) riferite per lo più al 2015. I dati escono sempre con un certo ritardo, ma quel che importa è dare un senso ri guardo all’argomento libri e lettori. Importano quindi gl ordini di grandezza dei volumi in gioco, più che dati analitici precisi.

Termina qui la prima parte del viaggio sulla pubblicazione del tuo libro. Nella prossima, ci metteremo dalla parte dei lettori, le loro aspettative, i loro comportamenti.

Infine l’ultima, quella che tu, scrittore emergente, aspetti con ansia ed interesse. Vedremo infatti le alternatve che trovi quando, completata l’opera, ti poni la domanda:

e adesso come posso pubblicarla e lanciarla nell’universo dei libri che i lettori aspettano di leggere?

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