Roberto Toja

Nato a Busto Arsizio, vive a Verbania.

Appassionato di pittura manierista e fiamminga del ‘500, si è laureato in Storia dell’Arte Medievale e Moderna presso l’Università degli Studi di Milano, ed ora lavora alternando l’insegnamento di lettere alla professione del fotografo. Alla fotografia incomincia a dedicarsi professionalmente intorno alla fine degli anni ’90, dapprima come assistente presso alcuni studi fotografici tra Verbania e Novara, da alcuni anni in proprio. Collabora principalmente con Comunità Montane, Enti turistici, con l’editoria locale, come free-lance.

Formatosi come fotografo di architettura, paesaggio e reportage, parte della sua ricerca fotografica si è orientata in prevalenza verso soggetti, ambienti o particolari capaci di svolgere racconti per immagini, capaci di costruire delle pantomime ‘teatrali-fotografiche’ di carattere in prevalenza intimistico, ‘crepuscolare’, secondo un personale canovaccio legato ad una narrazione, ad una storia della memoria e della sua perdita, dello scorrere del tempo, delle diverse forme in cui si presenta l’oblio. Spesso le scene si svolgono all’interno di ambienti degradati, perfette quinte in cui è possibile rintracciare, ricreare certe atmosfere o stati d’animo, giocando con la casualità di oggetti o condizioni trovate, con i diversi casi offerti dalle luci naturali, con il ‘simbolo’ che quel momento, che quell’immagine può racchiudere in sè… e per sè.

Utilizza prevalentemente immagini BN, alternando l’uso di apparecchiature analogiche medio-formato, al digitale.

Thumbnail

Nato a Busto Arsizio, vive a Verbania.

Appassionato di pittura manierista e fiamminga del ‘500, si è laureato in Storia dell’Arte Medievale e Moderna presso l’Università degli Studi di Milano, ed ora lavora alternando l’insegnamento di lettere alla professione del fotografo. Alla fotografia incomincia a dedicarsi professionalmente intorno alla fine degli anni ’90, dapprima come assistente presso alcuni studi fotografici tra Verbania e Novara, da alcuni anni in proprio. Collabora principalmente con Comunità Montane, Enti turistici, con l’editoria locale, come free-lance.

Formatosi come fotografo di architettura, paesaggio e reportage, parte della sua ricerca fotografica si è orientata in prevalenza verso soggetti, ambienti o particolari capaci di svolgere racconti per immagini, capaci di costruire delle pantomime ‘teatrali-fotografiche’ di carattere in prevalenza intimistico, ‘crepuscolare’, secondo un personale canovaccio legato ad una narrazione, ad una storia della memoria e della sua perdita, dello scorrere del tempo, delle diverse forme in cui si presenta l’oblio. Spesso le scene si svolgono all’interno di ambienti degradati, perfette quinte in cui è possibile rintracciare, ricreare certe atmosfere o stati d’animo, giocando con la casualità di oggetti o condizioni trovate, con i diversi casi offerti dalle luci naturali, con il ‘simbolo’ che quel momento, che quell’immagine può racchiudere in sè… e per sè.

Utilizza prevalentemente immagini BN, alternando l’uso di apparecchiature analogiche medio-formato, al digitale.

Visualizzazione di tutti i 2 risultati

Pin It on Pinterest

Share This