Vocabolario polinomico e sociale italiano – arbëresh
di Fernanda Pugliese, Giovanni Agresti, Sportelli linguisticiVocabolario delle varietà molisane italiane – arbëresh
Comunità albanesi in Italia: un esempio soprattutto di integrazione e di conservazione culturale.
Minoranze linguistiche: Comunità albanesi in Italia
Crediti
Attività del corso di formazione realizzato dall’Associazione Redazione Rivista Kamastra.
“Progetto Unico Regionale Area Arbëreshe – Minoranze Linguistiche – Esercizio Statale 2010”. Legge 482 del 1999, artt. 9 e 15 – Regione Molise.
A cura degli Sportelli linguistici comunali di Campomarino, Montecilfone, Portocannone, Ururi.
Coordinamento del progetto: Fernanda Pugliese
Direzione della pubblicazione: Giovanni Agresti, Università degli Studi di Teramo e Associazione LEM-Italia (Lingue d’Europa e del Mediterraneo)
Uno strumento fondamentale di conservazione delle tradizioni
L’integrazione con i popoli locali si è consolidata nei secoli.
Skanderbeg infatti, nel XV secolo, ha portato in Italia il suo esercito di ventura, chiamatovi da Giovanna la Pazza. Da allora sono trascorsi secoli di vita in comune.
Gli ultimi cento anni hanno inoltre acuito il fenomeno, grazie anche all’avvento della tv ed allo sviluppo delle comunicazioni.
Tanto che ormai si sente anche il bisogno di conservare le minoranza linguistiche, onde evitarne la scomparsa. In particolare questo Dizionario è anzitutto rivolto alle Comunità albanesi in Italia.
Infine, per capire il contenuto stesso del Dizionario, leggiamo parte della prefazione.
Essa è dovuta a Maria Rosaria D’Angelo – Presidentessa Associazione Rivista Kamastra.
Questo lavoro si è svolto sotto la guida e direzione del prof. Giovanni Agresti che ha condotto il corso on line ed in presenza.
Si è posto come obiettivo la realizzazione di un dizionario polinomico e sociale della parlata arbëresh dei quattro comuni del territorio molisano.
Montecilfone, comune capofila del progetto, Campomarino, Portocannone ed Ururi, sono stati i quattro paesi interessati alla ricerca.Essa è stata curata dalle operatrici degli Sportelli Linguistici comunali che sono leteralmente scese sul campo.
Hanno dimostrato, come è scritto nel diario di bordo, come i cittadini delle comunità siano ancora molto legati al patrimonio linguistico originario.Ciò, nonostante che la il mondo contemporaneo e gli stili di vita siano orientati verso una parlata sempre più povera.
Esse in questo senso, se non usate, subiscono il disagio dell’evoluzione dei tempi, delle tecnologie e delle società in espansione.
Territori della parola
«Territori della parola / Territoris de la paraula / Territoires de la parole», espressione di un partenariato interuniversitario internazionale, pubblica lavori originali dedicati alla documentazione proattiva (ricerca-azione) delle lingue regionali o minoritarie, anche non territoriali, dell’area euromediterranea.
Tale documentazione si realizza attraverso strumenti e chiavi di lettura che valorizzano la dialettica di soggetto, comunità, lingua, memoria, discorso e territorio. Alcuni temi e tecniche potranno essere privilegiati: toponomastica narrativa, lessicotopografia, vocabolari polinomico-sociali, raccolta della memoria orale.
