Scrivere e pubblicare un libro

Seconda parte - Chi legge cosa?
Giuseppe De Renzi

Giuseppe De Renzi

Medico e scrittore.

L’autore è tale solo se lo legge qualcuno.

 

Leggono in Italia

Il livello 2015 è superiore a quello del 2014, distante dal 2010.

 

  • Italiani che leggono nel 2015 42%
  • Italiani che leggevano nel 2010 47%

I lettori deboli, che leggono almeno un libro all’anno, sono in aumento + 2,4%

I lettori forti, che leggono almeno un libro al mese, aumentano meno + 1,4%

Le donne leggono più degli uomini, i giovani più degli anziani, i laureati leggono di più.

E i manager? leggono pochino.

 

cartaceo, e-book o audiolibro?

Chi legge dispone oggi di un mix di formati tale da soddisfare ogni esigenza.

L’offerta di titoli è parimenti cresciuta e gli editori fanno un uso oculato degli strumenti di marketing digitale.

Ciascuno si orienta verso il suo personale mix di formati

  • Leggono solo su carta 61%
  • Leggono solo e-book 2%
  • Sia e-book che cartaceo 37%

Numero di lettori

24 milioni in Italia, ca. il 47% della popolazione

 

Lettori forti

Leggono 1 libro al mese: 5 milioni

La statistica degli audiolibri è ancora in fase natale ed i numeri, che si preannunciano importanti, li vedremo tra un paio d’anni.

Le statistiche sono tratte dai rapporti Istat e AIE (Associazione Italiana Editori) riferite per lo più al 2015. I dati escono sempre con un certo ritardo, ma quel che importa è dare un senso ri guardo all’argomento libri e lettori. Importano quindi gl ordini di grandezza dei volumi in gioco, più che dati analitici precisi.

Gli strumenti

tablet con libreria nel displayPer leggere un e-book (o ascoltare un audiolibro) serve uno strumento in più, ormai abbastanza diffuso: e-reader o tablet o smartphone. Tra la scrittura ed il lettore occorre un intermediario che non è più (solo) un pezzo di carta stampato.

Per dire che la spesa degli italiani è calata od aumentata, bisognerebbe pertanto tener conto dell’investimento che hanno effettuato nei device digitali.

Dal 2011 al 2016 la spesa in device di lettura è stata di quasi 5 miliardi di euro. In pari periodo il’acquisto di libri è calato di mezzo miliardo. Quindi gli italiani per leggere stanno spendendo di più. È vero che questi strumenti sono multifunzione e servono a diverse attività, è tuttavia innegabile che in parte entrano nella “spesa della lettura”.

smartphone con auricolariPossiamo inoltre rilevare che la disponibilità maggiore di device per la lettura comporterà un loro utilizzo anche per scaricare: film, app, software e, non ultimo, e-book o audiolibri. Questi sono dunque destinati a crescere ulteriormente e a determinare un calo nel cartaceo. Altri sono i fattori che intervengono in questi movimenti e spostamenti di acquisto. L’autopubblicazione è un fattore non trascurabile, come non lo è l’affezione di molti al cartaceo, indipendentemente dal fatto che si portino in tasca un device digitale.

Non ci dilunghiamo su altri dati, tipo l’aumento considerevole dei titoli in e-book negli ultimi anni e del fatturato di questi, che comporterebbero ulteriori consderazioni.

Lasciamo al lettore volonteroso di queste succinte note l’approfodimento di queste statistiche, non semre semplici da decifrare o da riassumere in quadri intelligibili: un testo interessante che consiglio è il Quaderno8 del Giornale della libreria sui comportamenti di lettura.

Cosa legge il lettore?

Gli piacciono i gialli? Preferisce i romanzi rosa? Come se la cava con la saggistica o con i libri che gli insegnano a stare al mondo?

Per il dettaglio, si legga l’articolo di Luca Tremolada dell’aprile 2016 sul Sole XXIV Ore. I dati dati non meravigliano e possiamo confermare che il mix di offerta non ha particolari predilezioni.

La manualistica tira alla grande, ma è molto polverizzata. Si va dall’allevamento delle api, al modo migliore per non far appassire le peonie, alla creazione della torta che lascerà i vostri invitati a bocca aperta, a tutti i modi per fare il pane (in proposito, consiglierei Facile come il pane di Patricia Roaldi, utile ma anche interessante ed istruttivo).

Tuttavia, se non siete esperti di qualcosa potete tranquillamente scaricare la vostra attitudine alla scrittura nella narrativa, gialla o fantastica o romanzata che sia. Anche gli scrittori di poesia (Italia, popolo di santi, poeti e navigatori), invero schiera piuttosto corposa, hanno un loro raggio di sole.

Il lettore disposto a leggervi ci sarà sempre, ammesso che la vostra opera sia degna di tale nome e in grado di catturarlo. Senza dimenticare la forza del marketing. Ne riparleremo.

Termina qui la seconda parte del viaggio sulla pubblicazione del tuo libro.

Nella prima abbiamo risposto alla domanda “perché scrivi?”.

Nella prossima, ed ultima,  affronteremo l’argomento che tu, scrittore emergente, aspetti con ansia ed interesse.

Le alternatve che trovi quando, completata l’opera, ti chiedi:

e adesso come posso pubblicarla e lanciarla nell’universo dei libri che i lettori aspettano di leggere?

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